PISCINA:

10 Marzo, giornata nella piscina dell'hotel, la prima piscina per i fratellini! Infilano i braccioli, si buttano in acqua e, dopo solo pochi minuti di titubanza, si staccano dai bordi incominciando a nuotare sotto i nostri occhi divertiti e orgogliosi. Incredibile, tutto cio' che riguarda l'acqua esalta e attrae i bambini, per fortuna viviamo in una citta' di mare.

 
 

EMBU:

11 Marzo. L'altra coppia ci coinvolge in una scampagnata a Embu,  leggermente fuori Sao Paulo. Ogni Domenica si svolge un mercatino di prodotti artigianali lungo tutte le stradine del paese. Finalmente un posto caratteristico, con poco cemento, molto verde e molto colore. Lontani dagli edifici multipiani e dal traffico. Qui a Embu si trova anche la casa Abrigo dove stava Jonas. Oddio, piu' che una casa Abrigo sembra una grande fattoria immersa nel verde con ampi spazi dove i bambini possono scorrazzare. Nonostante l'apparente armonia del luogo, percepiamo una profonda tristezza dovuta all'assenza di un affetto familiare vero.

E' a questo punto che ci viene voglia di conoscere la casa Abrigo dei "nostri". Riteniamo pronti i bambini al confronto, avendo avuto, guardando Jonas, la certezza del ritorno alla nuova famiglia.

 

CASA ABRIGO:

12 Marzo. Marcia ci viene a prendere alle 7.45. La giornata si prospetta lunga e burocraticamente faticosa. Andiamo a ritirare i passaporti dei bambini. Che emozione! A seguire, vari uffici di scartoffie dei quali tutt'ora ignoriamo al dettaglio l'operativita'. Meno male che c'e' Marcia che tiene razionalmente i tempi e l'ordine dell'iter. Dulcis in fundo: il consolato italiano dove un gentilissimo signore si occupa delle nostre pratiche....... ora non ci resta che aspettare i visti.

Durante il ritorno, percorriamo strade a noi sconosciute e a un certo punto notiamo un cartello: "Consolacao", il quartiere della casa Abrigo dei bambini! Marcia ci ha fatto una sorpresa! Veniamo accolti da calorosi abbracci. I bambini felici, ma un po' stralunati dall'improvvisata ci "sfoggiano" gridando a destra e a manca: "questo e' mio Pai e questa e' mia Mai" e ci fanno da ciceroni girando per la casa e presentandoci gli amici e le zie. Certo, dopo aver visto il "centro salute e benessere" di Jonas questo umile appartamento con poco giardino di piastrelle ci fa capire molti comportamenti dei nostri figli. Per esempio, Leandro pur essendo brasileiro non sa giocare a futbol (meglio, non portera' a casa "veline"!)........ dove avrebbe potuto giocare? Al momento di andarcene temiamo reazioni negative ma i 2 bambini ci sorprendono seguendoci serenamente verso l'uscita salutando le zie e gli amichetti.

E' a questo punto, secondo noi, che Leandro e Leticia "chiudono la porta" della "loro" casa Abrigo ......due angioletti! A dimostrazione Leandro, tornati in albergo, esegue solo soletto il suo primo puzzle mantenendo per quasi un'ora un'attenzione inaspettata.